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Dopo aver completato i suoi studi a Viterbo ed in seguito a Fiesole, il Girotti è nuovamente a Chieri, dove dà prova di essere particolarmente versato nello studio del latino e della Sacra Scrittura ed il 3 agosto 1930, nella stessa Chiesa, in cui quasi otto anni prima è avvenuta la sua vestizione religiosa, il nostro Domenicano è ordinato sacerdote. La sua prima Messa solenne volle celebrarla ad Alba: infatti rimase sempre affezionato alla sua città natale e agli antichi conoscenti. Notevole la scambievole stima e comunicazione di idee con il teologo-filosofo don Natale Bussi. Nel 1931 sostiene con approvazione l’esame di Lettorato (titolo accademico che all’epoca abilitava all’insegnamento nelle scuole domenicane) e tra il 1932 ed il 1934 frequenta a Gerusalemme la prestigiosa École Biblique, fondata dal Padre M.J. Lagrange. {phocagallery view=category|categoryid=1|imageid=19|float=left}{phocagallery view=category|categoryid=1|imageid=123|float=left}Tra il 1934 ed il 1938 insegna esegesi, lingua ebraica, latino e Sacra Scrittura presso il convento domenicano di Santa Maria delle Rose di Torino e nel giugno 1935, dopo aver sostenuto presso la Pontificia Commissione Biblica l’impegnativo esame in Scienze Bibliche, consegue il titolo di Prolita (licenziato) in Sacre Scritture. Il 13 dicembre 1937 il nostro Frate riceve dal Capitolo Provinciale dei Domenicani l’incarico di continuare il commento generale della Bibbia, iniziato dall’insigne teologo della casa pontificia, Padre Marco Sales O.P., deceduto l’anno precedente. A questo compito il Girotti si dedica con particolare impegno, tanto è vero che già nel 1938 darà alle stampe il Commento ai libri Sapienziali e nel giugno 1942 pubblicherà il Commento al libro di Isaia, entrambe opere di ampio respiro che gli frutteranno l’approvazione generale degli studiosi della Bibbia e delle più alte gerarchie ecclesiastiche, compresa quella del pontefice Pio XII. {phocagallery view=category|categoryid=1|imageid=163|float=left}Il nostro Domenicano, tuttavia, oltre ad essere particolarmente dotato per lo studio e per l’insegnamento, ha sempre posseduto uno spiccato senso caritativo, come hanno affermato concordemente tutti i testimoni durante il processo canonico avviato, come vedremo, nel 1988 dall’Arcivescovo di Torino. Tralasciando gli episodi della sua infanzia o dell’adolescenza che potrebbero essere scambiati per degli aneddoti agiografici, mi sembra molto importante mettere in evidenza che il nostro Frate, per tutto il periodo in cui è stato professore presso lo Studium domenicano di Santa Maria delle Rose, ha sempre frequentato in modo assiduo e continuativo il vicino ospizio denominato Poveri Vecchi, per dedicarsi agli anziani soli o abbandonati benché, come abbiamo visto, in questo arco di tempo i suoi impegni siano stati diversi e tutti particolarmente gravosi. “Nell’anno in cui l’ebbi professore – ha affermato un frate predicatore che è stato in quel periodo allievo del Padre Girotti – notai che il suo insegnamento era uno dei più gradevoli; mostrava di essere ben preparato e condiva l’insegnamento con battute allegre... In lui spiccava la carità all’interno della comunità specialmente verso gli allievi... Fuori del convento si applicava molto ai poveri vecchi dell’ospizio vicino. Andava sovente quando era libero dagli impegni di scuola e di studio, i quali non ne subivano detrimento”. {phocagallery view=category|categoryid=1|imageid=131|float=left}Il nostro Domenicano possedeva inoltre un temperamento ilare e scherzoso, piuttosto noncurante di determinate prescrizioni che si riferivano esclusivamente al comportamento esteriore del frate, come ad esempio la compostezza dell’abito, la rasura, il silenzio imposto in determinate situazioni o in certi luoghi del convento, regole che infatti verranno modificate nel 1968 dal Maestro Generale dell’Ordine, Padre Aniceto Fernandez, seguendo le direttive del Concilio Vaticano II. Fu proprio questo suo spirito indipendente e precursore dei tempi, tuttavia, che lo portò assieme ad altri suoi confratelli a scontrarsi inizialmente con le idee rigoriste di determinati frati predicatori residenti nella Provincia domenicana di San Pietro Martire ed infine con le massime autorità del suo stesso Ordine. Il 13 settembre 1938 infatti un frate inviava una lettera direttamente al Maestro Generale, Padre Martino Gillet, per informarlo sulle idee, a suo parere, troppo innovatrici che stavano prendendo piede nel convento torinese di Santa Maria delle Rose e nell’intera Provincia ed il Gillet, in risposta a tale lettera, mandava nella Provincia il Padre Agostino Darmanin, rigido canonista, in qualità di Visitatore, ovvero come un vero e proprio ispettore canonico, incaricato di prendere visione di quanto stava accadendo e di riferirlo in modo dettagliato al Maestro Generale. {phocagallery view=category|categoryid=1|imageid=16|float=right}In seguito a tale visita d’ispezione vennero presi duri provvedimenti contro determinati frati giudicati troppo innovatori (provvedimenti per altro non condivisi da altri autorevoli domenicani come ad esempio il Padre Mariano Cordovani, allora Maestro del S. Palazzo) e il Padre Girotti, definito dallo stesso Visitatore “molto buono, servizievole e caritatevole come pochi” il 2 febbraio 1939 fu ufficialmente sospeso dall’insegnamento e trasferito dal convento di Santa Maria delle Rose a quello di San Domenico di Torino.{phocagallery view=category|categoryid=1|imageid=2|float=left} La lontananza del nostro Frate dalla docenza della Sacra Scrittura fu tuttavia di breve durata: nel mese di ottobre del 1939 venne chiamato all’insegnamento presso l’Istituto Missioni della Consolata di Torino e ivi poté dedicarsi al suo incarico di docente fino al 1941 quando i chierici del seminario teologico furono trasferiti alla certosa di Pesio, in provincia di Cuneo, dopo che durante la guerra parte dell’Istituto era stata adibita ad ospedale militare. Infine il Padre Gillet, il 27 ottobre 1942, su richiesta del Padre Provinciale Raffaele Tavano, concedeva nuovamente al Girotti la facoltà di insegnamento presso lo Studium domenicano che nel frattempo, essendo stato il convento di Santa Maria delle Rose di Torino adibito ad ospedale militare, era stato trasferito nel convento di San Domenico di Chieri.